Sauro Donati Astronomy Page
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Lo spettro del Sole è stato realizzato con il reticolo Star Analyzer di 100 linee/mm, sistemato davanti ad un obiettivo Nikon da 50mm f/1.8, di una D200. E' stato estratto l'obiettivo di un cannocchiale terrestre 60/700 ed al suo posto installata una fenditura, ricavata tagliando con un trincetto un foglio di alluminio. Come si può vedere dalle linee orizzontali il taglio non è stato netto, tuttavia il suo spessore ridottissimo meglio ha messo in evidenza le righe di assorbimento.
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Quando la radiazione che emette un corpo incandescente attraversa un gas a bassa pressione, gli atomi del gas sottraggono specifiche lunghezze d'onda alla radiazione, corrispondenti a righe scure nello spettro di assorbimento. Grazie alla posizione di tali righe sullo spettro continuo, si può risalire alla composizione chimica delle fotosfere stellari |
CLASSI SPETTRALI
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Le stelle sono state classificate in base all'aspetto delle righe dell'Idrogeno, della serie detta di Balmer e sull'apparire delle righe cosiddette metalliche, che sono del tutto assenti nelle stelle vicine alla classe O, ma che dominano gli spettri delle stelle prossime alla classe M. Ciascuna classe è stata poi suddivisa in 10 sottoclassi. Sulla base di questa suddivisione, il Sole appartiene alla classe G0.
Esistono altre tre classi: le S, simili alle M ma molto rare a causa di righe di ossido di Zirconio negli spettri; le R e N simili alle M, rare, i cui spettri sono dominati dal Carbonio. |
Lo Star Analyzer, può essere impiegato anche per realizzare spettri stellari:
| Spettro senza inseguimento stellare |
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Puntando il telescopio su un campo stellare e spegnendo l'inseguitore si ottengono diverse strisciate, che simulano piuttosto bene le fenditure. In questo caso nel campo del telescopio sono finite due stelle del Toro: la 78 Tau e la 77 Tau. La posa è stata di 20sec. La 78 Tau presenta due pronunciate righe di assorbimento nella zona blu dello spettro, rivelandoci la sua appartenenza alle stelle più calde. Si tratta di righe della serie di Balmer, corrispondenti alla Hγ (quella più a sinistra) ed alla Hβ. Da notare che questa riga anche se assai più debole, compare nello spettro solare (vedi sopra), alla lunghezza d'onda di 4861Å. Analisi spettrali più approfondite ci informano che l'astro appartiene alla classe A7, mentre la 77 Tau (a destra) appartiene alla classe G7. |
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Spettro con inseguimento stellare |
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Gli spettri stellari possono essere effettuati seguendo lòa stella per diversi minuti, nel caso in cui sia particolarmente debole A questo punto ci vengono in aiuto programmi specifici (ad es. Visual Spec) che permettono di eseguire uno stretching dell'immagine per evidenziare le righe di assorbimento. A sinistra la stella Menkar (Alfa Cet) di classe M2III che ha subito il processo descritto. In questo caso l'elaborazione in verticale è stata effettuata con il programma Photoshop. |
| Da notare la somiglianza degli spettri di Sirio e 78 Tau, appartenenti alla stessa classe, ma con sottoclassi diverse | Spettri abbastanza simili tra Aldebaran (α Tau) e Betelgeuse (α Ori) entrambe giganti rosse ma di classe diversa | |
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Sirio A1V
78 Tau A7III |
Aldebaran K5III
Betelgeuse M1-2Iab |
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Spettro di Sirio con le righe della Serie di Balmer Hγ, Hβ e Hα, tipiche di stelle delle prime classi spettrali . Il forte inquinamento luminoso della zona ove sorge l'osservatorio cittadino è evidenziato dalle righe in emissione del Mercurio (Hg) e del Sodio (Na) |
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| Nello spettro di una gigante rossa sono deboli le righe della serie di Balmer, mentre risultano evidenti righe sottili riunite tra loro a formare bande o gruppi con tracce di metalli e idrocarburi. Nello spettrogramma è stato lasciato lo stretching della stella (a sx). |
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La stella principale dell'Auriga è, in realtà, un sistema multiplo formato da una decina di stelle. Le due componenti principali sono della stessa classe del Sole, ma hanno dimensioni molto maggiori. Queste due stelle hanno una debole compagna che è essa stessa una stella doppia, costituita a sua volta da 2 nane rosse di classe M, che orbitano attorno alla coppia principale alla distanza di circa 11.000 U.A. |